Vaniglia per gelato
Ogni vaniglia lascia la propria firma su un gelato: note cremose, floreali o legnose a seconda dell’origine. Paul Galand ha selezionato per te quelle che si prestano meglio, dalla planifolia cristallizzata alla tahitensis.
Le quattro scelte da Paul
Ideale perGelati, ganache, creme inglesi

Vaniglia planifolia della Tanzania
Molto vanigliata, ampia e profonda. Note di cuoio, di frutti rossi e di caramello con una bella rotondità in bocca.
Ideale perGanache, creme, gelati, flan
La selezione di Paul · −15 %
La selezione di Paul · −15 %
Fino a domenica sera, su tutti i formati.
Sconto automatico nel carrello, non cumulabile con un codice promozionale.

Vaniglia planifolia aperta cristallizzata della Tanzania
Densa e concentrata. Note decise di marshmallow, spezie dolci e frutti rossi (fragole, more). Ricca di oli essenziali, naturalmente grassa, contenuto di vanillina elevato.
Ideale perGelati, creme inglesi, infusi

Vaniglia tahitensis haapape di Tahiti Raiatea
Aroma ammaliante di mandorla amara e di ciliegia, sfumature anisate e di prugna. Bacca morbida dalla consistenza cerosa.
Ideale perCreme, ganache, flan, gelati

Vaniglia planifolia cristallizzata della Nuova Caledonia
Contenuto di vanillina record (~4%). Profilo netto, preciso, luminoso. Caramello vanigliato, caffè dolce, ciliegia matura, tè nero, uvetta, poi note floreali sul finale.
Tutte le vaniglie per i gelati

Vaniglia planifolia Bourbon del Madagascar
Intensa e generosa, profilo aromatico ricco: note golose e burrose, sfumature di cioccolato e di caramello, con un tocco di frutta matura che ricorda la prugna.
La selezione di Paul · −15 %
Fino a domenica sera, su tutti i formati.
Sconto automatico nel carrello, non cumulabile con un codice promozionale.

Vaniglia planifolia aperta cristallizzata del Madagascar
Cristalli di vanillina pura in superficie. Al naso, un’esplosione di aromi: base legnosa, note erbacee, floreali e un tocco ramato. Molto intensa.
FAQ
Quali varietà di vaniglia proponete?
Selezioniamo 19 origini che coprono le grandi specie di vaniglia: la planifolia (detta Bourbon), la più celebre, dalle note golose e di cacao; la tahitensis, floreale e anisata, emblema di Tahiti; la pompona, rara e potente, soprannominata «vaniglia banana»; e specie rarissime — cribbiana, bahiana, chamissonis, sotoarenasii, odorata — introvabili altrove.
Per scegliere secondo i tuoi gusti, consulta la nostra guida alle varietà o lasciati guidare dal nostro quiz.
Qual è la differenza tra la vaniglia Bourbon e la vaniglia Tahitensis?
La vaniglia planifolia Bourbon del Madagascar è molto ricca di vanillina, con note calde e legnose. La Tahitensis, che non contiene quasi vanillina, è più floreale e offre aromi più sottili ed esotici. Ogni varietà ha la sua personalità!
Le bacche provengono da agricoltura sostenibile?
Sì. Lavoriamo esclusivamente con coltivatori impegnati in pratiche rispettose dell’ambiente e delle comunità locali — è il cuore del nostro approccio direttamente dai coltivatori, raccontato nella nostra storia.
A partire da 45 € di acquisto
Diversi metodi di pagamento sicuri
Garantiamo una qualità ottimale per ogni vaniglia
Una domanda?
contact@galand-vanille.com
La guida Galand Vanille
Vaniglia per gelato
i consigli di Paul Galand
In un gelato alla vaniglia, la bacca dà quasi tutto il sapore, e il freddo ne attenua gli aromi: bisogna sceglierla con cura e dosarla generosamente. Ecco quelle che Paul Galand, fondatore di Galand Vanille e selezionatore di vaniglie, consiglia per i tuoi gelati fatti in casa, e come usarle.
Quale vaniglia per un gelato fatto in casa?
Le quattro scelte da Paul:
- La planifolia della Tanzania: ampia e profonda, su cuoio, frutti rossi e caramello. Un gelato di carattere.
- La cristallizzata della Tanzania: densa, ricca di vanillina, con note di marshmallow, spezie dolci e frutti rossi. Il suo lungo affinamento, condotto da Paul insieme ai coltivatori, dà persistenza a un gelato.
- La tahitensis di Raiatea: floreale, su mandorla, visciola e anice dolce, per un gelato più originale o un dessert ai frutti rossi.
- La cristallizzata della Nuova Caledonia: un contenuto di vanillina intorno al 4%, caramello vanigliato, caffè dolce, ciliegia. Molto potente: dosala con misura.
La Bourbon del Madagascar, burrosa, cioccolatosa e caramellata, dà un gelato classico e goloso. Per una maggiore intensità, scegli la cristallizzata del Madagascar, raccolta più tardi e affinata più a lungo: meno carnosa, ma più concentrata.
Quante bacche di vaniglia per un litro di gelato?
Conta 2 bacche per litro di base, per un gelato come per un sorbetto: dosare troppo poco resta l’errore più frequente. Con una vaniglia cristallizzata, tieni la mano più leggera: mezza bacca sostituisce spesso una bacca intera. Non spazzolare mai i cristalli: sono vanillina pura, da incorporare alla preparazione.
Come mettere in infusione la vaniglia per un gelato alla crema?
Un gelato alla vaniglia è una crema inglese mantecata, arricchita di panna intera: la nostra ricetta della crema inglese ne fornisce la base. Incidi la bacca per il lungo, raschia il caviale con il dorso della lama, poi metti in infusione caviale e bacca nel latte appena sotto il bollore, fuori dal fuoco e con il coperchio, per 30 minuti. Cuoci finché la crema vela il cucchiaio senza superare gli 84 °C, poi lascia la bacca nella base per una notte in frigorifero prima di filtrare e mantecare. Con la tahitensis, dagli aromi più volatili, metti prima in infusione a freddo: una notte nel latte, poi un riscaldamento dolce.
Cosa fare della bacca di vaniglia dopo l’infusione?
Non buttarla: sciacquata e poi asciugata all’aria per 24-48 ore, in due settimane profuma un barattolo di zucchero. Conserva le tue bacche nuove in un tubo di vetro ermetico, al riparo dalla luce, mai in frigorifero.
Per approfondire: le nostre vaniglie cristallizzate, la nostra selezione di vaniglie per creme e flan e le nostre vaniglie per iniziare.
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